sabato 23 febbraio 2008

A chi giova il PRG?

Osservazioni al PRG: a chi giova?

Maurizio Spezzano

Abbiamo impiegato 5 estenuanti sedute per discutere di 29 osservazioni al PRG. Non sarebbe di per sé un cattivo risultato, se si fosse proceduto per logica. Invece navighiamo a vista e non certo per colpa nostra, quando dico nostra intendo quella mia e di Danilo.

La colpa se mai è da ricercare nel gruppetto di maggioranza: il sindaco, Giordani, il vicesindaco, Galli, l’assessore all’Urbanistica, Di Stefano, l’assessore ai servizi sociali, Scaccia. Già, che c’entra Scaccia, mi dirette voi? Non lo so, potrei rispondervi io! forse, vado ad intuito, l’assessore Scaccia ha la funzione di guardiano di qualche interesse specifico. Anzi ad essere ancora più preciso, non solo lui, ma tutti i componenti di maggioranza hanno il medesimo compito: restituire qualche favore elettorale promesso durante la campagna per le amministrative.

Già alla riunione preliminare abbiamo capito qual era l’antifona: non sapevano neanche loro il motivo per cui si trovavano lì. Noi abbiamo cercato di esporre le nostre motivazioni e il nostro criterio di lavoro: bisognava individuare una vocazione del nostro territorio e proseguire su quel percorso. Tutto sarebbe diventato più facile: le osservazioni sarebbero state accettate o rifiutate in base a ciò che il nostro territorio sarebbe stato in grado di offrire. Invece, nulla. Su nostra specifica domanda non hanno saputo rispondere, anzi ci hanno detto che Labico non ha più una vocazione. A noi è parso subito chiaro che mentivano, perché dall’accoglimento delle osservazioni ci siamo accorti che la vocazione la conoscevano benissimo: quello degli affari, se degli amici ancora meglio.

E’ veramente scandaloso il modo senza logica di procedere. Secondo noi, sarebbe stato importante dividere le osservazioni per zona o per attinenza, avremmo avuto in tal modo un maggiore sguardo d’insieme. Avremmo potuto accogliere o respingere in blocco osservazioni spinte da un unico obiettivo. Invece, il fatto di procedere in ordine di protocollo, cioè in base alla data di presentazione, non ci permette di sapere quante osservazioni sono indirizzate su un territorio o su territori attigui, rischiando di accoglierne una e respingerle altre o viceversa. Forse è stato architettato ad arte, per fare in modo di accoglierne una, per poi creare il precedente ed accogliere tutte le altre, anche se prive di logica e svincolate dal contesto urbanistico. Forse, la cosa è fatta di proposito, in modo da non darci la possibilità di capire il giochetto, quello cioè di svelare in anteprima la volontà di costoro di dividere le osservazioni in buone e cattive: buone quelle degli amici, cattive tutte le altre. Abbiamo avuto la prova provata che sia così, da un episodio accaduto in una seduta e che mi riservo di rendere pubblica alla prima occasione utile.

La verità è che mancando di una visione complessiva del paese, cioè la mancanza di un progetto per Labico, si procede a tentoni, in previsione di un’ulteriore colata di cemento. Anche questa potrebbe essere una vocazione per il nostro paese: fare di Labico un paese dormitorio con edilizia a basso costo, che intercetti tutti i fuoriusciti dalla città di Roma. Ma se si vuole che sia così, devono avere il coraggio di dirlo e di non mascherarlo sotto le spoglie del falso progresso.

Ora che ho la possibilità di studiare più a fondo la variante al PRG, ho la sensazione che chi l’ha redatta non aveva cognizione di ciò che faceva. O meglio l’avevano coloro che hanno saputo mascherare i propri interessi, trasformandoli nel disegnino senza capo né coda della cartografia. Faccio solo qualche esempio: verde pubblico a macchia di leopardo, disseminato sulla zona più lontana tale da non poter essere fruito; zona di recupero con alcune particelle catastali di notevoli ampiezze, ma che non hanno nulla da recuperare; zone di espansione edilizia, incastonate in altre zone senza logica alcuna, se non quella di far fare soldi a palate a qualcuno, anche se al momento non abbiamo capito chi, o meglio, lo abbiamo capito ma ci sfuggono alcuni particolari; errori seminati in quantità industriale; e, colmo dei colmi, cartografia risalente al 1997 e quindi non aggiornata, che non tiene conto di ciò che è avvenuto a Labico negli ultimi anni. Infatti, per poter comprendere appieno alcune osservazioni, bisogna fare ricorso ad una fotogrammetria, cioè una foto scattata dall’alto che ci indica con precisione la presenza o meno di costruzioni su un determinato territorio.

Nell’ultimo incontro, io e Danilo, abbiamo depositato una dichiarazione scritta, chiedendo una sospensione dei lavori, affinché si aggiorni la cartografia, che fino a prova contraria è l’unico documento ufficiale di lavoro per la Commissione, la stessa cartografia su cui sono state avanzate le osservazioni. Ora se questa non corrisponde al vero, è chiaro che chiunque fra i cittadini che si vede respinta l’osservazione, potenzialmente può fare ricorso e vincere la causa contro l’amministrazione; inoltre, il tecnico che ha redatto la variante di Piano, avrebbe già dovuto farlo autonomamente l’aggiornamento, pena la mancata corrispondenza tra il disegno e la realtà, con pregiudizio per l’analisi precisa del territorio. Come è possibile, ad esempio, recuperare parte delle zone O, se non appaiono case da sanare in cartografia? Ancora una domanda: com’è possibile, ad esempio, inserire in questa variante zone da recuperare, completamente sprovviste di abitazioni lontane dalla Casilina, ed escludere intere zone antropizzate da lungo tempo a ridosso della stessa strada? Mi spiego meglio: sono state inserite zone da recuperare completamente sprovviste di case, su cui non c’è altro se non terreno agricolo, e sono state escluse, intere zone a ridosso della Casilina, con tantissime abitazioni da recuperare e stabilmente abitate da famiglie. Errore? Svista? Furbata? Malafede? Ripicca? Interessi? A noi non è dato di sapere. Forse altri lo sanno.

Allora, torno al titolo dell’articolo: a chi giova tutto questo? Non certo a noi e di certo non alla stragrande maggioranza dei cittadini labicani, giova sicuramente a una piccola casta: agli amministratori e agli amici degli amministratori, ai tecnici vicini, alle società di costruzione, a qualche parente.

Noi come opposizione stiamo facendo il nostro dovere, cioè stiamo controllando per bene le carte cercando di capire che cosa c’è sotto questa smania senza logica di accogliere gran parte delle osservazioni, anche le meno razionali, come quelle interessate da vincolo idrogeologico, una pura follia, o come la pazzia di frazionare ulteriormente particelle già di per sé minime pur di accontentare almeno in parte gli amici, in modo da essere complici involontari di qualche costruttore, che con procure o altri marchingegni possa proporsi per edificare un intero comparto. D’altronde la variante va in questa direzione: tutela dell’edilizia consorziata, contro il diritto dei cittadini di costruire anche autonomamente per sé e i propri famigliari. Noi ci stiamo battendo per cercare di dare uno sviluppo razionale al paese, accogliendo quanto è indirizzato verso questo obiettivo e respingendo quanto manca di omogeneità. In questo non vorremmo essere soli, ma ci piacerebbe che i cittadini, per amore del bene superiore, che è l’interesse della collettività, ci dessero una mano a scompaginare i giochi di alcuni che vogliono mettere le mani sulla città, facendo credere artatamente che la colpa è dell’opposizione che dice no e non piuttosto della maggioranza che dice sì in ogni occasione, al solo scopo di favorire alcuni, dopo aver adottato un PRG che fa acqua da tutte le parti. Sarebbero tantissime le cose da raccontare, come le strade pubbliche chiuse da cancelli, concessioni edilizie su vincoli, zone sportive collocate su parcheggi o su case abitate, spazi comuni su giardini privati, parcheggi dove non c’è bisogno e assenza degli stessi dove servirebbero, ecc., ecc., ecc.

Termino ricordando agli ignari cittadini che hanno sborsato dai trecento ai cinquecento Euro per osservazione, che sono stati gabbati alla grande, infatti, queste osservazioni sembrano fotocopie una dell’altra, ciò che cambia è la particella ma non la motivazione, come dire che su una matrice sono stati lasciati degli spazi bianchi riempiti in un secondo momento con nome, cognome e particella. Un bel modo di guadagnare senza sudare! Certo che il costo delle fotocopie in questo paese ha raggiunto cifre esorbitanti, fuori da ogni mercato! Se fossi in loro, andrei a reclamare giustizia e mi farei restituire i soldi, con la crisi che ci attanaglia, questi duecento, trecento o cinquecento Euro diventano pesanti, esclusa l’ipotesi in cui l’osservazione non sia andata a buon fine, in quel caso si ammortizza con maggiore facilità il costo del servizio. Ma almeno la fattura è stata rilasciata o è stato incassato tutto in nero? Ma questa è un’altra storia che vi spiegheremo fra qualche giorno e lì ci divertiremo da matti.