venerdì 26 febbraio 2010
La composizione della Giunta dal 19 maggio 2009
1. Si, al prossimo Consiglio Comunale
2. Si, al massimo in otto mesi
3. No, non senza suggerimenti
4. No, è al di sopra delle sue capacità
5.Giordani chi?
sabato 22 marzo 2008
LA GIUNTA GALLI – GIORDANI
Non vogliamo usare termini e modi tipici dell’antipolitica, anzi, vogliamo proprio richiamare la nostra amministrazione alla Buona politica, alla Politica con la P maiuscola. Ogni volta che parliamo con i nostri amministratori, che chiediamo interventi o servizi, ci viene risposto che quest’anno il bilancio sarà tosto, che ci saranno pochissimi soldi….e piano piano vengono fuori le novità sulle entrate e le spese previste.La prima novità, portata nel passato consiglio comunale, ma ritirata e rinviata a dopo le elezioni, è quella dell’aumento dell’addizionale IRPEF dallo 0.6% allo 0.8%, il massimo permesso, ma soprattutto il doppio dell’addizionale imposta fino al 2006 che era il 0.4%. In soli due anni è stata doppiata l’addizionale IRPEF. La risposta, informale in questo caso, era stata sempre la solita: riduzione dei finanziamenti, superamento dei 5.000 abitanti e tant’altro..ma poi alcune cose non tornano. Infatti le novità sono anche altre. Indiscrezioni ci dicono che solo la spesa per la struttura amministrativa (uffici, personale, amministratori, ecc ecc) l’anno prossimo crescerà di 200.000 euro, di cui uno dei più grandi aumenti è quello delle indennità dei nostri amministratori(Sindaco, Vice Sindaco e Assessori): arriverà a 75.000 euro, con un aumento rispetto all’anno passato di 37.000 euro. L’aumento deriva dall’adeguamento delle indennità a quelle dei comuni sopra i 5.000 abitanti, già approvata in Giunta. Niente di anomalo, ma certo ci chiediamo se c’era proprio l’esigenza per i nostri amministratori di adeguarsi, aumentandolo, lo stipendio mensile, visto proprio l’allarme per le poche entrate. Ma anche su queste abbiamo qualche dubbio. Infatti ogni volta che proponiamo di ridurre l’edificabilità prevista nel PRG in alcune aree, ci rispondono solerti che da quest’anno i cittadini che hanno terreni previsti in variante come edificabili, da quest’anno pagheranno l’i.c.i. in base all’edificabilità. Vista la variante, che aumenta a dismisura le aree edificabili, ci immaginiamo un grande balzo dell’I.c.I. di quest’anno….e allora serviva proprio aumentare l’addizionale IRPEF? E se c’è tutto questo allarme, perché alzarsi lo stipendio? Non potevano aspettare “tempi migliori”?
il 13 e 14 aprile non dargli fiducia
Vota Zingaretti Presidente
giovedì 13 marzo 2008
LA SCUOLA ABBANDONATA. La Giunta GIORDANI-GALLI non mostra nessun interesse per la scuola.
La Giunta GIORDANI-GALLI non mostra nessun interesse per la scuola.
Malgrado i proclami e i manifesti, l’autonomia scolastica a Labico non c’è e non ci sarà, neppure per il prossimo anno.Ad oggi la richiesta è stata respinta senza che la maggioranza sia al corrente delle motivazioni. La cosa grave è che alla scadenza dei tempi non ha prodotto neanche il ricorso necessario per mettere in discussione la decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale.Ora finalmente riusciamo a capire il motivo per cui il comune di Labico, forse unico in Italia, ha pensato bene di non provvedere alla nomina di un Assessore all’Istruzione, ma solo un consigliere delegato che non conta nulla e non decide su niente.Noi come gruppo di opposizione avevamo dato la disponibilità a lavorare alla risoluzione del problema. La maggioranza, invece, malgrado il voto all’unanimità in Consiglio Comunale ad agosto, ha pensato bene di non convocare mai la Commissione che doveva unire le forze per trovare una soluzione al problema scuola da noi sollevato in ogni Consiglio Comunale. Evidentemente loro sono molto più attenti agli affari che ai servizi dei cittadini.Per noi la scuola è uno dei pilastri del progresso e officina di cultura, per questo non ci stancheremo mai di denunciare l’abbandono in cui versa la nostra scuola, che rischia di penalizzare gravemente il sapere dei nostri bambini.Chiediamo ai genitori, agli insegnanti e al personale della scuola di far sentire la propria voce presso gli organi competenti, per denunciare l’abbandono di questo importante servizio.Noi di Cambiare e Vivere Labico, continueremo a batterci per una scuola più efficiente e con strutture idonee e accoglienti. Siamo a disposizione per intraprendere ogni iniziativa di lotta che porti all’autonomia e riconosca il diritto dei labicani ad avere una scuola propria. Chiediamo di segnalarci problemi e disfunzioni in modo da far emergere tutte le contraddizioni di questa maggioranza sonnacchiosa.
CAMBIARE E VIVERE LABICO CON I CITTADINI
Per mettersi in contatto con noi, conoscere la nostra attività e darci suggerimenti utili:
http://www.cambiareeviverelabico.it/
sabato 23 febbraio 2008
A chi giova il PRG?
Osservazioni al PRG: a chi giova?
Maurizio Spezzano
Abbiamo impiegato 5 estenuanti sedute per discutere di 29 osservazioni al PRG. Non sarebbe di per sé un cattivo risultato, se si fosse proceduto per logica. Invece navighiamo a vista e non certo per colpa nostra, quando dico nostra intendo quella mia e di Danilo.
La colpa se mai è da ricercare nel gruppetto di maggioranza: il sindaco, Giordani, il vicesindaco, Galli, l’assessore all’Urbanistica, Di Stefano, l’assessore ai servizi sociali, Scaccia. Già, che c’entra Scaccia, mi dirette voi? Non lo so, potrei rispondervi io! forse, vado ad intuito, l’assessore Scaccia ha la funzione di guardiano di qualche interesse specifico. Anzi ad essere ancora più preciso, non solo lui, ma tutti i componenti di maggioranza hanno il medesimo compito: restituire qualche favore elettorale promesso durante la campagna per le amministrative.
Già alla riunione preliminare abbiamo capito qual era l’antifona: non sapevano neanche loro il motivo per cui si trovavano lì. Noi abbiamo cercato di esporre le nostre motivazioni e il nostro criterio di lavoro: bisognava individuare una vocazione del nostro territorio e proseguire su quel percorso. Tutto sarebbe diventato più facile: le osservazioni sarebbero state accettate o rifiutate in base a ciò che il nostro territorio sarebbe stato in grado di offrire. Invece, nulla. Su nostra specifica domanda non hanno saputo rispondere, anzi ci hanno detto che Labico non ha più una vocazione. A noi è parso subito chiaro che mentivano, perché dall’accoglimento delle osservazioni ci siamo accorti che la vocazione la conoscevano benissimo: quello degli affari, se degli amici ancora meglio.
E’ veramente scandaloso il modo senza logica di procedere. Secondo noi, sarebbe stato importante dividere le osservazioni per zona o per attinenza, avremmo avuto in tal modo un maggiore sguardo d’insieme. Avremmo potuto accogliere o respingere in blocco osservazioni spinte da un unico obiettivo. Invece, il fatto di procedere in ordine di protocollo, cioè in base alla data di presentazione, non ci permette di sapere quante osservazioni sono indirizzate su un territorio o su territori attigui, rischiando di accoglierne una e respingerle altre o viceversa. Forse è stato architettato ad arte, per fare in modo di accoglierne una, per poi creare il precedente ed accogliere tutte le altre, anche se prive di logica e svincolate dal contesto urbanistico. Forse, la cosa è fatta di proposito, in modo da non darci la possibilità di capire il giochetto, quello cioè di svelare in anteprima la volontà di costoro di dividere le osservazioni in buone e cattive: buone quelle degli amici, cattive tutte le altre. Abbiamo avuto la prova provata che sia così, da un episodio accaduto in una seduta e che mi riservo di rendere pubblica alla prima occasione utile.
La verità è che mancando di una visione complessiva del paese, cioè la mancanza di un progetto per Labico, si procede a tentoni, in previsione di un’ulteriore colata di cemento. Anche questa potrebbe essere una vocazione per il nostro paese: fare di Labico un paese dormitorio con edilizia a basso costo, che intercetti tutti i fuoriusciti dalla città di Roma. Ma se si vuole che sia così, devono avere il coraggio di dirlo e di non mascherarlo sotto le spoglie del falso progresso.
Ora che ho la possibilità di studiare più a fondo la variante al PRG, ho la sensazione che chi l’ha redatta non aveva cognizione di ciò che faceva. O meglio l’avevano coloro che hanno saputo mascherare i propri interessi, trasformandoli nel disegnino senza capo né coda della cartografia. Faccio solo qualche esempio: verde pubblico a macchia di leopardo, disseminato sulla zona più lontana tale da non poter essere fruito; zona di recupero con alcune particelle catastali di notevoli ampiezze, ma che non hanno nulla da recuperare; zone di espansione edilizia, incastonate in altre zone senza logica alcuna, se non quella di far fare soldi a palate a qualcuno, anche se al momento non abbiamo capito chi, o meglio, lo abbiamo capito ma ci sfuggono alcuni particolari; errori seminati in quantità industriale; e, colmo dei colmi, cartografia risalente al 1997 e quindi non aggiornata, che non tiene conto di ciò che è avvenuto a Labico negli ultimi anni. Infatti, per poter comprendere appieno alcune osservazioni, bisogna fare ricorso ad una fotogrammetria, cioè una foto scattata dall’alto che ci indica con precisione la presenza o meno di costruzioni su un determinato territorio.
Nell’ultimo incontro, io e Danilo, abbiamo depositato una dichiarazione scritta, chiedendo una sospensione dei lavori, affinché si aggiorni la cartografia, che fino a prova contraria è l’unico documento ufficiale di lavoro per la Commissione, la stessa cartografia su cui sono state avanzate le osservazioni. Ora se questa non corrisponde al vero, è chiaro che chiunque fra i cittadini che si vede respinta l’osservazione, potenzialmente può fare ricorso e vincere la causa contro l’amministrazione; inoltre, il tecnico che ha redatto la variante di Piano, avrebbe già dovuto farlo autonomamente l’aggiornamento, pena la mancata corrispondenza tra il disegno e la realtà, con pregiudizio per l’analisi precisa del territorio. Come è possibile, ad esempio, recuperare parte delle zone O, se non appaiono case da sanare in cartografia? Ancora una domanda: com’è possibile, ad esempio, inserire in questa variante zone da recuperare, completamente sprovviste di abitazioni lontane dalla Casilina, ed escludere intere zone antropizzate da lungo tempo a ridosso della stessa strada? Mi spiego meglio: sono state inserite zone da recuperare completamente sprovviste di case, su cui non c’è altro se non terreno agricolo, e sono state escluse, intere zone a ridosso della Casilina, con tantissime abitazioni da recuperare e stabilmente abitate da famiglie. Errore? Svista? Furbata? Malafede? Ripicca? Interessi? A noi non è dato di sapere. Forse altri lo sanno.
Allora, torno al titolo dell’articolo: a chi giova tutto questo? Non certo a noi e di certo non alla stragrande maggioranza dei cittadini labicani, giova sicuramente a una piccola casta: agli amministratori e agli amici degli amministratori, ai tecnici vicini, alle società di costruzione, a qualche parente.
Noi come opposizione stiamo facendo il nostro dovere, cioè stiamo controllando per bene le carte cercando di capire che cosa c’è sotto questa smania senza logica di accogliere gran parte delle osservazioni, anche le meno razionali, come quelle interessate da vincolo idrogeologico, una pura follia, o come la pazzia di frazionare ulteriormente particelle già di per sé minime pur di accontentare almeno in parte gli amici, in modo da essere complici involontari di qualche costruttore, che con procure o altri marchingegni possa proporsi per edificare un intero comparto. D’altronde la variante va in questa direzione: tutela dell’edilizia consorziata, contro il diritto dei cittadini di costruire anche autonomamente per sé e i propri famigliari. Noi ci stiamo battendo per cercare di dare uno sviluppo razionale al paese, accogliendo quanto è indirizzato verso questo obiettivo e respingendo quanto manca di omogeneità. In questo non vorremmo essere soli, ma ci piacerebbe che i cittadini, per amore del bene superiore, che è l’interesse della collettività, ci dessero una mano a scompaginare i giochi di alcuni che vogliono mettere le mani sulla città, facendo credere artatamente che la colpa è dell’opposizione che dice no e non piuttosto della maggioranza che dice sì in ogni occasione, al solo scopo di favorire alcuni, dopo aver adottato un PRG che fa acqua da tutte le parti. Sarebbero tantissime le cose da raccontare, come le strade pubbliche chiuse da cancelli, concessioni edilizie su vincoli, zone sportive collocate su parcheggi o su case abitate, spazi comuni su giardini privati, parcheggi dove non c’è bisogno e assenza degli stessi dove servirebbero, ecc., ecc., ecc.
Termino ricordando agli ignari cittadini che hanno sborsato dai trecento ai cinquecento Euro per osservazione, che sono stati gabbati alla grande, infatti, queste osservazioni sembrano fotocopie una dell’altra, ciò che cambia è la particella ma non la motivazione, come dire che su una matrice sono stati lasciati degli spazi bianchi riempiti in un secondo momento con nome, cognome e particella. Un bel modo di guadagnare senza sudare! Certo che il costo delle fotocopie in questo paese ha raggiunto cifre esorbitanti, fuori da ogni mercato! Se fossi in loro, andrei a reclamare giustizia e mi farei restituire i soldi, con la crisi che ci attanaglia, questi duecento, trecento o cinquecento Euro diventano pesanti, esclusa l’ipotesi in cui l’osservazione non sia andata a buon fine, in quel caso si ammortizza con maggiore facilità il costo del servizio. Ma almeno la fattura è stata rilasciata o è stato incassato tutto in nero? Ma questa è un’altra storia che vi spiegheremo fra qualche giorno e lì ci divertiremo da matti.
giovedì 31 gennaio 2008
Quando la cattiva amministrazione genera mostri
Sulla questione del fabbro si sta facendo molta disinformazione ed è il caso di fare un po’ di chiarezza. Intanto va sottolineato che da molti anni veniva svolta un’attività in piena violazione della normativa vigente in materia sanitaria e di sicurezza sul lavoro. Va aggiunto che questa situazione di irregolarità era ben nota agli amministratori – gli stessi da sempre – che per ragioni non meglio precisate non si sono mai occupati della questione. Si potrebbe ipotizzare che dipenda da incapacità o che vi fosse una proficua connivenza, ma è fuori discussione che l’amministrazione comunale ha gestito la vicenda in modo a dir poco vergognoso. Non si è mai assunta la responsabilità di occuparsi in prima persona della situazione ed ha lasciato che una situazione insostenibile si protraesse oltre il limite della decenza. Per poi, eventualmente, additare come “cattivi” coloro i quali si sono fatti carico di chiedere alle autorità competenti – tra cui la stessa amministrazione – chiarimenti sulla regolarità della situazione.
E noi, su istanza di alcuni cittadini che chiedevano il rispetto del proprio diritto alla salute, l’abbiamo fatto. Ed è stata proprio l’amministrazione comunale il primo soggetto a cui abbiamo chiesto di intervenire per risolvere un evidente problema che riguardava l’intera collettività. Ci è stato risposto con sufficienza e con arroganza e solo su precisa domanda in fase di dibattito consiliare. All’interrogazione invece non hanno mai risposto. Né – in tutta evidenza – si sono mai curati del problema. Hanno solo sperato che anche gli altri organismi interpellati fossero altrettanto inerti. Non è andata così e le autorità competenti, dopo aver effettuato i controlli di rito, hanno stabilito che mancassero i requisiti minimi per lo svolgimento di un’attività giudicata incompatibile con la presenza di abitazioni. Cosa che sapevano benissimo tutti fin dall’inizio e non si capisce per quale ragione, non diciamo negli ultimi trenta o vent’anni, e neppure degli ultimi dieci anni, ma almeno degli ultimi dieci mesi (ossia da quando è insediata l’attuale amministrazione) nessuno si sia preoccupato della questione. E non si capisce perché abbiano continuato a gestire con sufficienza e arroganza un problema che riguardava non solo la salute dei cittadini, ma anche l’attività lavorativa di alcune persone. Ed è assolutamente volgare attribuire la responsabilità di quanto avvenuto a chi ha posto il problema, e chi lo fa o è uno sprovveduto oppure è in malafede.
Guardiamo semplicemente i fatti: c’era o no una situazione di illegalità? Questa situazione si stava protraendo da moltissimo tempo oppure no? Nessuno si sarebbe rifiutato di dire “aspettiamo due, tre mesi, sei mesi” di fronte ad una vera intenzione di mettere fine alla situazione di illegalità e di pericolosità. Ma chi ha mai manifestato questa intenzione? A chi è mai stato comunicato che si intendeva sul serio porre fine ad un problema? Le risposte sono sempre state caratterizzate da un atteggiamento di grande superbia e dalla presunzione di totale impunità, più o meno fondata. Evidentemente fondata non era, ma di questo a chi si vuole dare la colpa? A chi avrebbe dovuto mettersi in regola e non l’ha fatto? A chi è stato cattivo consigliere di questo comportamento? Agli amministratori locali che hanno dato più o meno velate garanzie di impunità senza averne davvero la possibilità?
Oppure si vuole pensare che sia colpa degli organismi pubblici che si occupano di far rispettare le leggi nell’interesse di tutti? O di chi chiede l’intervento dell’autorità pubblica per chiedere che le leggi vengano rispettate?
Bisogna fare attenzione quando si fanno alcune affermazioni, perché la cultura del “vivi e lascia vivere” è la stessa di cui si nutre e in cui cresce la mafia. Una cultura che mette le leggi e le regole in secondo piano rispetto all’appartenenza alla classe che controlla il potere e al sistema di clientele che lo rafforza. Una cultura che, in tutta evidenza, non ci appartiene e che continueremo a combattere.
Tullio Berlenghi
Maurizio Spezzano
Danilo Giovannoli
Benedetto Paris
giovedì 24 gennaio 2008
Il tracciato Cisterna Valmontone previsto dalla Regione Lazio sul territorio di Labico.
martedì 22 gennaio 2008
Trasparenza.
La forza, la potenza della trasparenza. Della partecipazione. Della democrazia che non è solo voto, ma anche partecipazione e controllo degli eletti. Della ricchezza delle idee.
Teoria del partito indefinito o del non partito.
Stimoli al dibattito, provocazioni
Il futuro di Labico.
Abbiamo alcune certezze, molte speranze ed un sacco di idee.
Le certezze cui mi riferisco sono quasi tutte in negativo: lo sport nazionale italiano continua ad essere la speculazione edilizia. Oggi è applicata principalmente nei comuni più piccoli, il nostro ne è un fulgido esempio, ed è applicata in maniera così massiccia da rammentare l’incubo delle grandi speculazioni degli anni 60 attorno alle principali città italiane.
Il PRG di Labico, dicevamo, è l’esempio perfetto. Dietro un’idea di sviluppo che prevede solo case, strade, magazzini, quartieri ad alta densità abitativa, c’è semplicemente l’intenzione speculativa più sprezzante.
Si sappia per inciso, carta canta, che l’attuale sindaco, tiene per se, sulle sue terre, la totalità della ricettività turistica prevista dal PRG (che non è poca cosa visto l’arrivo del nuovo, enorme, parco giochi di Valmontone); il vicesindaco, ormai un’istituzione ed una “associazione ad erigere” consolidate, con fratello costruttore e figlio progettista, ha allegramente supportato l’impennata demografica labicana a suon di villette, palazzi, casermoni etc.
Almeno facessero bene strade e servizi primari, ma vattene!
Basta denuncie. Possiamo limitarci ai casi appena visti senza fare l’appello della giunta comunale.
Come si può pensare, in particolare nell’Italia di oggi, che un amministratore pubblico il cui mestiere privato sia progettare, comprare, vendere, costruire, possa essere super partes nella questioni pubbliche?
Certo non è impossibile, ma è così difficile ed improbabile che bisogna credere pure alla befana per mantenere una certa coerenza. La questione tecnica compete il governo centrale, finchè non affronterà decisamente il conflitto di interessi con una normativa per la P.A. che ci liberi dall’amministratore-imprenditore, avremo serie difficoltà.
Ma non tutto è perduto.
In un mondo ideale l’attuale amministrazione non esisterebbe, ma se ci fosse, dovrebbe chiedere scusa ai cittadini per i gravi danni già fatti e quelli in corso d’opera, ed ancor più dovrebbe fare pubblica ammenda per un fatto forse ancor più grave: aver causato col proprio comportamento il disamore ed il disfattismo di chi ha perso ogni speranza. Vero è che grandissima parte della responsabilità va accollata alla politica centrale, ma è nel locale, nel piccolo centro che se ne sentono gli effetti più dolorosi. Quelli che ti toccano da vicino, che intaccano i sentimenti, i rapporti interpersonali.
Sono riusciti a smantellare una per una le aspettative e gli slanci di molte persone disponibili e propositive di Labico. Li hanno privati di qualsiasi speranza. Ed ora, senza un domani, li sentiamo intonare il solito ritornello: “non c’è niente da fare. Ormai, dopo anni di lotte e di speranze vanificate, si perde qualsiasi interesse, sogno o aspettativa. Vince sempre il profitto, il denaro.”
E’ una forma di disfattismo totale che è maturato nel tempo, perciò difficilmente removibile. E’ completamente “trasversale” a tutte le forze politiche e perciò enormemente diffuso. Un danno immenso per la comunità, piccola o grande che sia.
E’ questa quindi una delle più gravi responsabilità degli uomini pubblici. Il loro cattivo esempio oltre ai danni all’economia, l’ambiente e quant’altro, intacca profondamente il tessuto culturale e civile che contraddistingue un popolo.
Questo disamore, sfiducia o disfattismo è una forma di energia invisibile che alimenta proprio quei furbetti e cattivelli oggetto della nostra ripulsa. Chi spera ancora di cambiare le cose deve quindi combattere un male in più, non dovrà fronteggiare solo i furbetti di prima, ma anche quel muro di diffidenza che il disfattismo erige attorno ad ogni nuova iniziativa e ad ogni nuovo protagonista pubblico.
La conseguenza più grave di chi non vede futuro, di chi ha perso ogni speranza, di chi non crede più in niente è il nichilismo di oggi, per cui, non avendo il futuro alcun valore, è il presente a prendersi tutto. Tutto e subito. La via più breve per finire di distruggere il pianeta.
Ma l’umanità non ha solo tentato di auto-distruggersi, ha dato spesso prova di comportamenti virtuosi. Gli esseri umani sono capaci di nefandezze orribili, ma sanno anche elevarsi in gesti di assoluta nobiltà. I cattivi, i distratti, gli opportunisti sono tanti, ma i buoni sono di più, molti di più.
Nella mia sconfinata passione per l’umanità, così smarrita e bistrattata, ho la certezza più assoluta che un popolo generoso e di antica cultura come il nostro, cambierebbe il volto del Paese in un istante se solo avesse un obiettivo chiaro e la necessaria fiducia in chi glielo propone.
Ma, mentre il programma o l’obiettivo possono essere stabiliti in maniera relativamente facile, riconquistare la fiducia della gente non è cosa semplice.
Informazione, progetti e fatti concreti possono ricongiungere la gente alla politica, ma per conquistarli del tutto dovremo avere il supporto del tempo. Solo con anni di lavoro acquisiremo la necessaria autorevolezza per essere creduti, per accogliere la fiducia dei nostri concittadini. E’ il tempo il fattore chiave che rende l’impegno credibile e condivisibile.
Siamo una coalizione, una lista civica, un gruppo politico, (non so bene cosa e non mi interessa più di tanto) che solo un anno fa non esisteva. Personalmente ho conosciuto e cominciato a stimare la maggior parte di voi da meno di 12 mesi, e meno di 12 mesi fa Tullio e Maurizio si sarebbero accoltellati sulla pubblica piazza piuttosto che coalizzarsi, pur contro un “nemico” comune.
Abbiamo lavorato bene, pur selvaticamente, prima e dopo le elezioni. L’ultima iniziativa sulla Cisterna-Valmontone è un ulteriore tassello di quella credibilità e di quel consenso che stiamo costruendo.
Non è indispensabile fare tutto e subito. Ciò che è davvero importante è proseguire con questi “esercizi di democrazia applicata”, essere presenti, attivi e coinvolgenti con continuità.
Nel frattempo stabiliremo organismi, strumenti ed obiettivi per consolidare il gruppo e dotarlo di meccanismi ben oliati che ne favoriscano l’azione.
Ci hanno ricordato che in democrazia contano i numeri, la capacità di fare consenso attraverso proposte di buon senso e quindi condivisibili.
La prossima riguarderà le osservazioni al PRG. Ottima occasione per proporre un’idea di sviluppo del tutto divergente da quella che lo motiva.
Ciao.