martedì 22 gennaio 2008

Trasparenza.

LAVORARE A CARTE SCOPERTE
La forza, la potenza della trasparenza. Della partecipazione. Della democrazia che non è solo voto, ma anche partecipazione e controllo degli eletti. Della ricchezza delle idee.
Teoria del partito indefinito o del non partito.
Stimoli al dibattito, provocazioni

Il futuro di Labico.

Abbiamo alcune certezze, molte speranze ed un sacco di idee.
Le certezze cui mi riferisco sono quasi tutte in negativo: lo sport nazionale italiano continua ad essere la speculazione edilizia. Oggi è applicata principalmente nei comuni più piccoli, il nostro ne è un fulgido esempio, ed è applicata in maniera così massiccia da rammentare l’incubo delle grandi speculazioni degli anni 60 attorno alle principali città italiane.
Il PRG di Labico, dicevamo, è l’esempio perfetto. Dietro un’idea di sviluppo che prevede solo case, strade, magazzini, quartieri ad alta densità abitativa, c’è semplicemente l’intenzione speculativa più sprezzante.
Si sappia per inciso, carta canta, che l’attuale sindaco, tiene per se, sulle sue terre, la totalità della ricettività turistica prevista dal PRG (che non è poca cosa visto l’arrivo del nuovo, enorme, parco giochi di Valmontone); il vicesindaco, ormai un’istituzione ed una “associazione ad erigere” consolidate, con fratello costruttore e figlio progettista, ha allegramente supportato l’impennata demografica labicana a suon di villette, palazzi, casermoni etc.
Almeno facessero bene strade e servizi primari, ma vattene!
Basta denuncie. Possiamo limitarci ai casi appena visti senza fare l’appello della giunta comunale.

Come si può pensare, in particolare nell’Italia di oggi, che un amministratore pubblico il cui mestiere privato sia progettare, comprare, vendere, costruire, possa essere super partes nella questioni pubbliche?
Certo non è impossibile, ma è così difficile ed improbabile che bisogna credere pure alla befana per mantenere una certa coerenza. La questione tecnica compete il governo centrale, finchè non affronterà decisamente il conflitto di interessi con una normativa per la P.A. che ci liberi dall’amministratore-imprenditore, avremo serie difficoltà.
Ma non tutto è perduto.

In un mondo ideale l’attuale amministrazione non esisterebbe, ma se ci fosse, dovrebbe chiedere scusa ai cittadini per i gravi danni già fatti e quelli in corso d’opera, ed ancor più dovrebbe fare pubblica ammenda per un fatto forse ancor più grave: aver causato col proprio comportamento il disamore ed il disfattismo di chi ha perso ogni speranza. Vero è che grandissima parte della responsabilità va accollata alla politica centrale, ma è nel locale, nel piccolo centro che se ne sentono gli effetti più dolorosi. Quelli che ti toccano da vicino, che intaccano i sentimenti, i rapporti interpersonali.
Sono riusciti a smantellare una per una le aspettative e gli slanci di molte persone disponibili e propositive di Labico. Li hanno privati di qualsiasi speranza. Ed ora, senza un domani, li sentiamo intonare il solito ritornello: “non c’è niente da fare. Ormai, dopo anni di lotte e di speranze vanificate, si perde qualsiasi interesse, sogno o aspettativa. Vince sempre il profitto, il denaro.”
E’ una forma di disfattismo totale che è maturato nel tempo, perciò difficilmente removibile. E’ completamente “trasversale” a tutte le forze politiche e perciò enormemente diffuso. Un danno immenso per la comunità, piccola o grande che sia.
E’ questa quindi una delle più gravi responsabilità degli uomini pubblici. Il loro cattivo esempio oltre ai danni all’economia, l’ambiente e quant’altro, intacca profondamente il tessuto culturale e civile che contraddistingue un popolo.

Questo disamore, sfiducia o disfattismo è una forma di energia invisibile che alimenta proprio quei furbetti e cattivelli oggetto della nostra ripulsa. Chi spera ancora di cambiare le cose deve quindi combattere un male in più, non dovrà fronteggiare solo i furbetti di prima, ma anche quel muro di diffidenza che il disfattismo erige attorno ad ogni nuova iniziativa e ad ogni nuovo protagonista pubblico.

La conseguenza più grave di chi non vede futuro, di chi ha perso ogni speranza, di chi non crede più in niente è il nichilismo di oggi, per cui, non avendo il futuro alcun valore, è il presente a prendersi tutto. Tutto e subito. La via più breve per finire di distruggere il pianeta.
Ma l’umanità non ha solo tentato di auto-distruggersi, ha dato spesso prova di comportamenti virtuosi. Gli esseri umani sono capaci di nefandezze orribili, ma sanno anche elevarsi in gesti di assoluta nobiltà. I cattivi, i distratti, gli opportunisti sono tanti, ma i buoni sono di più, molti di più.
Nella mia sconfinata passione per l’umanità, così smarrita e bistrattata, ho la certezza più assoluta che un popolo generoso e di antica cultura come il nostro, cambierebbe il volto del Paese in un istante se solo avesse un obiettivo chiaro e la necessaria fiducia in chi glielo propone.
Ma, mentre il programma o l’obiettivo possono essere stabiliti in maniera relativamente facile, riconquistare la fiducia della gente non è cosa semplice.
Informazione, progetti e fatti concreti possono ricongiungere la gente alla politica, ma per conquistarli del tutto dovremo avere il supporto del tempo. Solo con anni di lavoro acquisiremo la necessaria autorevolezza per essere creduti, per accogliere la fiducia dei nostri concittadini. E’ il tempo il fattore chiave che rende l’impegno credibile e condivisibile.
Siamo una coalizione, una lista civica, un gruppo politico, (non so bene cosa e non mi interessa più di tanto) che solo un anno fa non esisteva. Personalmente ho conosciuto e cominciato a stimare la maggior parte di voi da meno di 12 mesi, e meno di 12 mesi fa Tullio e Maurizio si sarebbero accoltellati sulla pubblica piazza piuttosto che coalizzarsi, pur contro un “nemico” comune.
Abbiamo lavorato bene, pur selvaticamente, prima e dopo le elezioni. L’ultima iniziativa sulla Cisterna-Valmontone è un ulteriore tassello di quella credibilità e di quel consenso che stiamo costruendo.
Non è indispensabile fare tutto e subito. Ciò che è davvero importante è proseguire con questi “esercizi di democrazia applicata”, essere presenti, attivi e coinvolgenti con continuità.
Nel frattempo stabiliremo organismi, strumenti ed obiettivi per consolidare il gruppo e dotarlo di meccanismi ben oliati che ne favoriscano l’azione.
Ci hanno ricordato che in democrazia contano i numeri, la capacità di fare consenso attraverso proposte di buon senso e quindi condivisibili.
La prossima riguarderà le osservazioni al PRG. Ottima occasione per proporre un’idea di sviluppo del tutto divergente da quella che lo motiva.
Ciao.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Purtroppo la sfiducia nelle istituzioni, paradossalmente invece che indebolirele le rafforza, allontanando la partecipazione del comune cittadino alla vita politica della sua comunità.
Bisogna avere la forza di rompere questo meccanismo e ribadire con forza che il voto rappresenta si una delega, ma per l'ordinaria amministrazione, mentre per gli atti di maggior rilievo, una buona amministrazione deve sempre ricercare il consenso e la condivisione con i suoi cittadini.
Aspettiamo ancora notizie sul Bilancio partecipato, esempio di democrazia e trasparenza e strumento oramai in uso in molti comuni a noi limitrofi, ma che per la maggioranza eletta a Labico sembra solo una perdita di tempo.

GGN ha detto...

LAVORARE A CARTE SCOPERTE (... MA )A TUTTO CAMPO.
BENE E BRAVO STEFANO, BENISSIMO IL1° COMMENTO, INFATTI partendo da un BILANCIO TRASPARENTE E PARTECIPATO SI PUO'RAFFORZARE ILCONCETTO DI DEMOCRAZIA.
PRENDO L'OCCASIONE PER ESPORRE UNA RIFLESSIONE PERS0ONALE RIGUARDO IL FORTE MOVIMENTO EDILIZIO.NON A CASO DICO MOVIMENTO POICHE' STO NOTANDO CHE FRA POCO CI SARA' UNA VERA ASSOCIAZIONE DI COSTRUTTORI.
QUINDI LA SPECULAZIONE SARA' QUASI UNA ISTITUZIONE A LABICO E CHI NON LA FA E' DA RITENERSI FESSO. CHI SI ARRICCHISCE CON LE PLUSVALENZE
ACQUISTANDO TERRENI( DISMESSI ...) A POCO PREZZO E POI REALIZZANDO O FACENDO REALIZZARE COSTRUZIONI DI
GRANDE FATTURA,MA SOLO PER IL COSTO E NON PERCHE' SIANODIPRIMA QUALITA'.ED ALLORA' che fare per arginare almeno un po' questa situazione? come lavorare a carte scoperte? sicuramente e' un campo
molto folto di insidie e di interessi di parte, pertanto difficile.Dobbiamo comunque farlo ed attrezzarci,non dico bene,mabenissimo.DETTO QUESTOVORREI
SOLO DOMANDARMI E SAPERNE DI PIU' CIRCA LA POSSIBILITA'DI VEDER REALIZZATE ANCHE A LABICO
COSTRUZIONI "EDILIZIA AGEVOLATA".
se veramente vogliamo aiutare i Giovani, questo e' un passo (magari piccolo) per arginare la valanga speculativa ed onniopotente.
Grazie aCVL che ci consente queste opportunita' democratiche.

Ciao GGN

Anonimo ha detto...

Su cinque del 22 gennaio 2008.
VALMONTONE. Nella zona 167 grazie ad un finanziamento di 2.800.000 euro
Nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica
Il sindaco e l’assessore competente molto soddisfatti

Anonimo ha detto...

La trasparenza per colmare le distanze tra politica e cittadini, tra chi amministra e chi li ha delegati. Il problema è sempre più attuale, i citadini devono riprendere il dialogo molto spesso volutamente interrotto dagli amministratori.
Vi segnalo l'intervento di oggi di Bertinotti.

ROMA (Reuters) - Per superare la crisi politica attuale bisogna innanzi tutto superare l'attuale distanza che c'è tra la politica ed i cittadini.

Lo ha detto il presidente della Camera Fausto Bertinotti nel discorso introduttivo alla cerimonia per la celebrazione dei 60 anni della Costituzione in corso a Montecitorio alla presenza delle massime autorità dello Stato.

"Oggi viviamo un momento di acuta crisi della politica, che ha determinato una preoccupante distanza che separa i cittadini dalla vita pubblica, dalla politica e dalle Istituzioni. Colmare questa distanza rappresenta il presupposto necessario per la risoluzione dei numerosi elementi di criticità con cui si confronta in questa fase la comunità nazionale, nell'epoca di un grande cambiamento denso di problemi molto ardui e assai dolorosi", ha detto Bertinotti.

Anonimo ha detto...

parole,parole,parole,parole fare fatti fare fatti fare fatti...altro che BOSSI Labico è il regno dell'arroganza tutto
si fa se sei....mio amico altrimenti..ti fotto! Sbaglio? gigino si deve uscire allo scoperto e non lasciare i cinque fessi.........