Sulla questione del fabbro si sta facendo molta disinformazione ed è il caso di fare un po’ di chiarezza. Intanto va sottolineato che da molti anni veniva svolta un’attività in piena violazione della normativa vigente in materia sanitaria e di sicurezza sul lavoro. Va aggiunto che questa situazione di irregolarità era ben nota agli amministratori – gli stessi da sempre – che per ragioni non meglio precisate non si sono mai occupati della questione. Si potrebbe ipotizzare che dipenda da incapacità o che vi fosse una proficua connivenza, ma è fuori discussione che l’amministrazione comunale ha gestito la vicenda in modo a dir poco vergognoso. Non si è mai assunta la responsabilità di occuparsi in prima persona della situazione ed ha lasciato che una situazione insostenibile si protraesse oltre il limite della decenza. Per poi, eventualmente, additare come “cattivi” coloro i quali si sono fatti carico di chiedere alle autorità competenti – tra cui la stessa amministrazione – chiarimenti sulla regolarità della situazione.
E noi, su istanza di alcuni cittadini che chiedevano il rispetto del proprio diritto alla salute, l’abbiamo fatto. Ed è stata proprio l’amministrazione comunale il primo soggetto a cui abbiamo chiesto di intervenire per risolvere un evidente problema che riguardava l’intera collettività. Ci è stato risposto con sufficienza e con arroganza e solo su precisa domanda in fase di dibattito consiliare. All’interrogazione invece non hanno mai risposto. Né – in tutta evidenza – si sono mai curati del problema. Hanno solo sperato che anche gli altri organismi interpellati fossero altrettanto inerti. Non è andata così e le autorità competenti, dopo aver effettuato i controlli di rito, hanno stabilito che mancassero i requisiti minimi per lo svolgimento di un’attività giudicata incompatibile con la presenza di abitazioni. Cosa che sapevano benissimo tutti fin dall’inizio e non si capisce per quale ragione, non diciamo negli ultimi trenta o vent’anni, e neppure degli ultimi dieci anni, ma almeno degli ultimi dieci mesi (ossia da quando è insediata l’attuale amministrazione) nessuno si sia preoccupato della questione. E non si capisce perché abbiano continuato a gestire con sufficienza e arroganza un problema che riguardava non solo la salute dei cittadini, ma anche l’attività lavorativa di alcune persone. Ed è assolutamente volgare attribuire la responsabilità di quanto avvenuto a chi ha posto il problema, e chi lo fa o è uno sprovveduto oppure è in malafede.
Guardiamo semplicemente i fatti: c’era o no una situazione di illegalità? Questa situazione si stava protraendo da moltissimo tempo oppure no? Nessuno si sarebbe rifiutato di dire “aspettiamo due, tre mesi, sei mesi” di fronte ad una vera intenzione di mettere fine alla situazione di illegalità e di pericolosità. Ma chi ha mai manifestato questa intenzione? A chi è mai stato comunicato che si intendeva sul serio porre fine ad un problema? Le risposte sono sempre state caratterizzate da un atteggiamento di grande superbia e dalla presunzione di totale impunità, più o meno fondata. Evidentemente fondata non era, ma di questo a chi si vuole dare la colpa? A chi avrebbe dovuto mettersi in regola e non l’ha fatto? A chi è stato cattivo consigliere di questo comportamento? Agli amministratori locali che hanno dato più o meno velate garanzie di impunità senza averne davvero la possibilità?
Oppure si vuole pensare che sia colpa degli organismi pubblici che si occupano di far rispettare le leggi nell’interesse di tutti? O di chi chiede l’intervento dell’autorità pubblica per chiedere che le leggi vengano rispettate?
Bisogna fare attenzione quando si fanno alcune affermazioni, perché la cultura del “vivi e lascia vivere” è la stessa di cui si nutre e in cui cresce la mafia. Una cultura che mette le leggi e le regole in secondo piano rispetto all’appartenenza alla classe che controlla il potere e al sistema di clientele che lo rafforza. Una cultura che, in tutta evidenza, non ci appartiene e che continueremo a combattere.
Tullio Berlenghi
Maurizio Spezzano
Danilo Giovannoli
Benedetto Paris
14 commenti:
questa è la politica che conoscete, accanirvi contro due persone (con famiglie) che avevano appena iniziato. VERGOGNA !!! altro che MAFIA. Grazie Nello.
La mafia, lo sanno tutti, si regge sull'omertà creata con la politica della paura e dei favori.
Tirare in ballo la mafia in questo caso non mi sembra tecnicamente corretto.
Per luca:
Mafia è un termine diffuso ormai a livello mondiale, con cui ci si riferisce ad una particolare tipologia di organizzazioni criminali. Le analisi moderne del fenomeno della mafia la considerano, prima ancora che una organizzazione criminale, una "organizzazione di potere": ciò evidenzia come la sua principale garanzia di esistenza non stia tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle alleanze e collaborazioni con funzionari dello Stato, in particolare politici, nonché del supporto di certi strati della popolazione. Di conseguenza il termine viene spesso usato per indicare un modo di fare o meglio di organizzare, non necessariamente cose illecite. Quindi il termine "mafioso" può essere utilizzato nel linguaggio comune per definire, per esempio un sindaco che dia concessioni edilizie solo ai suoi "amici" o un professore universitario che fa vincere borse di studio a persona anche valide ma a lui legate o la nomina da parte di un governo di altissimi dirigenti anche capaci ma "politicamente vicini" alla maggioranza di cui il governo è espressione.
(citazione presa da Wikipedia)
Quanto affermi tu sull'"omertà creata con la politica della paura e dei favori", e aggiungerei con quella dei "ricatti", è proprio l'espressione di ciò che è l'attuale amministrazione labicana... niente di più e niente di meno.
A Labico le leggi vengono "applicate" sui nemici ed "interpretate" con gli amici.
Max Sgraffio
MAFIA: CONTROLLO DEL TERRITORIO, INFILTRAZIONI NELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI, COMPLICITA' POLITICHE, CLIENTELISMO..... TERRENI, PROCURE A VENDERE, EDILIZIA, APPALTI, GESTIONE DEI POSTI DI LAVORO, DIRITTI PASSATI PER FAVORI, GESTIONE DEL POTERE CON TUTTI I MEZZI A DISPOSIZIONE (LEGALI E NON)
LA MAFIA NON COPRE SOLO LA SICILIA. SI HANNO MAFIE ANCHE A LIVELLO LOCALE. BASTA IMPARARE COME SI FA'. L'IMPORTANTE E' NON ESAGERARE CON ALTRI CRIMINI.
NON CI SONO ALTRE PAROLE PER DEFINIRE I GRUPPI CREATISI SUL NOSTRO COMUNE. ORA BASTA!
Il rancore che qualcuno prova nei confronti dell'attuale opposizione significa che finalmente la cuccagna del tutto va bene madame la marchesa è terminata con grande dispiacere dei soliti noti.
E'vero..a Labico le leggi vengono "applicate" sui nemici e gli sceriffi della minoranza pur di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale non guardano in faccia a nessuno, neanche se il nemico sta provvedendo (e loro lo sanno) con il nuovo piano produttivo. VERGOGNATEVI!!!
Specialmente i tre purosangue!
A uno dei purosangue: parli di mafia ma tu come sei entrato a lavorare? Come hai preso il diploma a palestrina? poi non parliamo di quello da geometra... vergognati, tanto al paese lo sanno tutti chi sei, io al tuo posto non scenderei piu' in piazza.... a fare il capiscione.. pappagone..mastelliano.. l'hai scelto bene il tuo partito è plasmato per il tuo essere..
Visto che sei così bene informato, perchè non ci spieghi come fa un "cassintegrato" della Pirelli ad andare in giro con la BMW?
Max Sgraffio
non credo ci sia accanimento personale e se c'è stato e stato impunemente perpetrato nei confronti di chi vive o viveva in quel palazzo.
non so se è giusto citare nomi e cognomi e bene ha fatto a non citare il suo l'autore dell'articolo apparso su cinque che dice che in quel palazzo vivono solo "ottantenni" dimostrando disprezzo per il prossimo così come farebbe il peggiore dei fascisti. per non citare altre "chicche" mi limito ad interpretare solo il passaggio suddetto per dire che di voti così la lista cambiare e vivere labico ne avrebbe fatto molto volentieri a meno
NON E' SOLO IL VOTO DI CHI HA SCRITTO SU CINQUE CHE AVETE PERSO MA MOLTRI ALTRI E LO SAPETE BENE.. SAPETE CHE STATE PERDENTO TERRENO SIA A LIVELLO PAESANO CHE NAZIONALE NE RIPARLEREMO AD APRILE QUELLO CHE AVETE FATTO VI VERRA' ADDITATO PER SEMPRE.LE MELE AZIONI NON SI DIMENTICANO A LABICO SI DICE FAI DEL BENE E SCORDATI FAI DEL MALE E PENSACI.
per l'anonimo o anonima che scrive a carattere maiuscoli....ma sai solo scrivere in stampatello? Chi è che si è comprato il diploma? Anzi secondo te due ..ma sto tizio quanti ne ha di diplomi? CMQ sbagliate tutti perchè a Labico non si sono mai fatte le elezioni comunali infatti a tutt'oggi risulta come sindaco il cassaintegrato.......tupac-amaru
"Il vento del Cambiamento sta
soffiando..........." sta soffiando bene !! W Berlusconi. Ho visto che già state smontando le insegne dalla sede, vi rimane solo questo. Statevene a casa!! (che è meglio). Un appunto per il Sig. ex possessore SCENIC: ma non ti vergogni di portare il simbolo di Di Pietro sulla giacca. Vergonati !!Ciao e buon elezioni!! (CAMMINARE, COTRUIRE, E SE NECESSARIO, COMBATTERE E VINCERE).
Qualcuno sa come è andato Galli alle provinciali?
Secondo me qui non fate ne opposizione ne altro sapete soltanto offendervi l'uno con l'altro...eppure vivete (io purtroppo ci torno soltanto di domenica) in un paese dove bene o male,o si è parenti oppure amici dall'infanzia...perche queste parole contro il diplomato e contro il fabbro e contro il sindaco???
le situazioni si concluderebbero molto più nel bene se qualcuno per esempio a Petatina il fabbro ci avrebbe parlato e magari si sarebbe trovata una soluzione meno dolorosa...invece si è andati subito ai fatti con Usl e via dicendo...
Ricordo a tutti che Petatina è nato è cresciuto a Labico e di mestiere fà il fabbro che è un mestiere che il signor Budellone alias Rodolfo faceva fare apprendistato a tutti noi quando chiudevano le scuole.dandoci la possibilità di rimediare qualche soldino...ma cosa ne sapete voi di Labico come era e come tutti noi compreso Danilo io e tanti altri ragazzi abbiamo vissuto...scusate lo sfogo ma io il mio paese non lo riconosco più...faccio appello anche ai nuovi di Labico non è con le offese che si genera il benestare...un saluto a tutti i labicani...
Maestro Giuseppe Galli
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